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Organizzare un'esercitazione simulata di arresto cardiaco

Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 27 settembre 2026.

La formazione al primo soccorso insegna la teoria, ma nulla sostituisce una vera esercitazione per verificare che tutti sappiano reagire al momento giusto. Un'esercitazione simulata di arresto cardiaco riproduce, senza rischi, i minuti che seguono un crollo improvviso in un corridoio, in un open space o in uno spogliatoio. Riconoscere la situazione, chiedere aiuto, iniziare il massaggio cardiaco, andare a prendere il defibrillatore (DAE): questi gesti si esercitano in gruppo, con un ruolo per ciascuno, e si discutono poi insieme una volta terminato l'esercizio.

Perché la formazione teorica non sempre basta

Una sessione di formazione al primo soccorso trasmette conoscenze solide sull'allarme, sul massaggio cardiaco e sull'uso di un defibrillatore automatico esterno. Lascia però poco spazio allo stress reale di un momento in cui un collega si accascia senza preavviso e più persone si guardano senza sapere chi debba agire per primo. Questo breve ma vero momento di blocco spiega perché si perdono minuti preziosi prima che iniziino i primi gesti.

L'esercitazione simulata colma proprio questo scarto tra teoria e azione. Riproducendo una scena credibile, con una persona che interpreta la vittima e colleghi che reagiscono come farebbero realmente, la struttura osserva dove nascono le esitazioni: la facilità di accesso al defibrillatore dalla postazione coinvolta, la rapidità con cui qualcuno pensa a chiedere a un terzo di chiamare i soccorsi, oppure l'ordine in cui si succedono i gesti una volta iniziato il massaggio cardiaco. Questi aspetti si correggono davvero solo dopo averli visti una prima volta sul campo.

Preparare l'esercitazione prima di svolgerla in sede

Un'esercitazione riuscita si prepara in anticipo, guidata da una persona che conosce già il primo soccorso, che sia un addetto al primo soccorso designato oppure semplicemente qualcuno formato di recente. Il luogo si scelge in base alla realtà della sede: un corridoio frequentato, uno spogliatoio, una sala pausa, una postazione isolata in fondo all'edificio. Lo scenario resta semplice, senza messa in scena spettacolare, per restare vicino a una situazione realmente plausibile in quell'ambiente preciso.

Il materiale fittizio evita qualsiasi confusione con quello vero: un defibrillatore da formazione, senza elettrodi né batteria attiva, oppure, in mancanza di alternative, l'apparecchio reale annunciato chiaramente come usato a vuoto prima dell'esercizio. Avvisare in anticipo le persone presenti in sede, anche senza rivelare lo scenario, riduce il rischio che un testimone esterno all'esercitazione chiami davvero i soccorsi credendo a un'emergenza vera.

I ruoli da distribuire durante la simulazione

Distribuire ruoli precisi prima di avviare l'esercitazione evita l'improvvisazione generale e permette di osservare ogni funzione separatamente. La vittima simulata resta passiva una volta avviato l'esercizio, senza aiutare né ostacolare il gruppo. Il primo testimone riconosce la situazione e dà l'allarme, mentre un secondo soccorritore va a prendere il defibrillatore non appena inizia il massaggio cardiaco. Una persona esterna alla scena, incaricata di osservare e cronometrare, prepara il materiale per il debriefing successivo.

Ruolo durante l'esercitazioneCompito assegnato
Vittima simulataResta immobile una volta avviato l'esercizio, senza aiutare il gruppo
Primo testimoneRiconosce la situazione, dà l'allarme e inizia il massaggio cardiaco
Secondo soccorritoreVa a prendere il defibrillatore e prepara gli elettrodi
OsservatoreCronometra l'esercizio e annota i punti da riprendere nel debriefing

Come si svolge un'esercitazione simulata di arresto cardiaco

L'esercizio inizia senza avvisare i partecipanti dell'ora esatta, nella misura in cui l'organizzazione della sede lo consente, per avvicinarsi a una reazione spontanea piuttosto che preparata. La vittima simulata si accascia, il primo testimone reagisce in base a quanto ha ritenuto dalla propria formazione, e il resto del gruppo si organizza attorno a lui senza ulteriori indicazioni da parte di chi conduce l'esercizio.

Chi conduce l'esercizio lascia che la scena si svolga senza intervenire, salvo in caso di un gesto realmente rischioso, come confondere il materiale fittizio con un apparecchio vero e collegato. Una volta avviato il massaggio cardiaco e posizionato il defibrillatore simulato, l'esercizio si interrompe: non è necessario recitare l'arrivo dei soccorsi fino alla fine perché l'apprendimento sia completo.

Il debriefing, momento chiave dell'apprendimento

L'esercizio in sé conta meno della discussione che segue. Il debriefing ripercorre lo svolgimento minuto per minuto: il tempo trascorso prima dell'allarme, il punto in cui è stato trovato il defibrillatore, la chiarezza delle indicazioni date a chi ha chiamato i soccorsi. Ciascuno può raccontare cosa ha provato, incluso quel momento iniziale di blocco, senza giudizio sulle proprie reazioni.

Questa fase trasforma l'esercitazione in un miglioramento concreto della sede: spostare il defibrillatore se l'accesso si è rivelato troppo lento, rivedere la segnaletica se nessuno sapeva dove cercare, oppure semplicemente rassicurare un partecipante su un gesto che credeva di aver eseguito male mentre corrispondeva a quanto insegnato in formazione. Il resoconto dell'esercizio può anche arricchire il registro di sicurezza della struttura.

Con quale frequenza ripetere l'esercizio nel tempo

Una singola esercitazione lascia il segno nell'immediato, ma il suo effetto si affievolisce se nulla lo rinnova. Farla coincidere con il ritmo degli aggiornamenti della formazione al primo soccorso, oppure con il ricambio del personale nei team coinvolti, aiuta a mantenere un livello di reazione omogeneo senza moltiplicare le occasioni che interrompono l'attività della sede.

Variare il luogo e lo scenario da una sessione all'altra, invece di ripetere sempre la stessa situazione, permette di testare l'accesso al defibrillatore da più punti dell'edificio. In una struttura con più postazioni o più edifici, questa rotazione garantisce che la reazione osservata in un giorno preciso non dipenda soltanto dal team più abituato all'esercizio.

Domande frequenti

Bisogna usare il defibrillatore vero durante l'esercitazione?

No, è meglio usare un apparecchio da formazione, senza elettrodi né batteria attiva, per evitare qualsiasi confusione con il materiale destinato a un'emergenza reale. Se non è disponibile un apparecchio da formazione, quello vero può essere usato a condizione di avvisare chiaramente tutti i partecipanti che viene usato a vuoto, prima dell'inizio dell'esercizio.

Chi può condurre un'esercitazione simulata di arresto cardiaco?

Chiunque sia stato formato di recente al primo soccorso può condurre l'esercizio, che sia un addetto al primo soccorso designato o semplicemente un volontario del team. L'importante è che conosca lo svolgimento previsto, sappia distribuire i ruoli prima dell'inizio della scena e possa interrompere l'esercizio se un gesto reale mette a rischio un partecipante.

Quante persone servono per organizzare l'esercizio?

Quattro persone bastano per un esercizio completo: una vittima simulata, un primo testimone, un secondo soccorritore che va a prendere il defibrillatore e un osservatore incaricato del debriefing. Altri colleghi possono unirsi alla scena mentre si svolge, come probabilmente accadrebbe in una situazione reale in un luogo di passaggio.

Cosa fare se un partecipante reagisce male durante l'esercizio?

Un'esitazione o un errore durante l'esercizio non hanno nulla di anomalo, è proprio ciò che la simulazione permette di individuare prima che si presenti una situazione reale. Il debriefing lo riprende senza rimproveri, spiegando il gesto atteso e proponendo, se necessario, un richiamo formativo mirato su quel punto preciso con la persona coinvolta.

L'esercitazione sostituisce la formazione al primo soccorso?

No, l'esercitazione completa la formazione, non la sostituisce. Le tecniche precise del massaggio cardiaco, del posizionamento degli elettrodi o dell'uso di un defibrillatore si imparano sempre in una formazione guidata da un istruttore. La simulazione verifica poi che questi gesti si susseguano correttamente sotto pressione, con lo stress e l'organizzazione collettiva che la sola teoria non può riprodurre.

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