Posizione laterale di sicurezza o arresto cardiaco: come distinguerli
Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 27 agosto 2026.

Di fronte a una persona incosciente, chi presta soccorso esita spesso tra la posizione laterale di sicurezza e il massaggio cardiaco. Questi due gesti non rispondono alla stessa situazione, e confonderli può far perdere tempo prezioso. Uno riguarda una vittima che respira normalmente, l'altro una vittima in arresto cardiaco, per la quale ogni minuto senza defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza di circa il dieci per cento. Saperli distinguere in pochi secondi cambia concretamente l'esito.
Riconoscere lo stato della vittima prima di agire
Il primo passo consiste nel verificare la coscienza parlando ad alta voce e scuotendo delicatamente le spalle. Se la persona non risponde e non reagisce al dolore, è incosciente. Il passaggio successivo determina tutto il resto: inclinare la testa all'indietro per aprire le vie aeree, poi osservare e ascoltare il respiro per non più di dieci secondi.
Un respiro normale si traduce in un movimento regolare del torace e in un soffio udibile. Al contrario, movimenti irregolari, respiri affannosi e distanziati o un respiro rumoroso e a scatti non sono segni di respirazione normale. Corrispondono spesso ai primi minuti di un arresto cardiaco e devono far scattare subito la chiamata ai soccorsi e il massaggio cardiaco, non la posizione laterale di sicurezza. In caso di dubbio sulla qualità del respiro, conviene sempre comportarsi come se la vittima non respirasse e iniziare senza attendere le compressioni toraciche.
La posizione laterale di sicurezza, passo dopo passo
La posizione laterale di sicurezza è indicata per una vittima incosciente che respira normalmente. Chi soccorre si inginocchia accanto a lei, posiziona il braccio più vicino ad angolo retto con il palmo verso l'alto, poi piega l'altro braccio sul petto, appoggiando il dorso della mano contro la guancia opposta. Afferrando la gamba più lontana sopra il ginocchio, fa ruotare la vittima sul fianco tirando quella gamba, mantenendo la mano premuta contro la guancia.
Una volta che la vittima è su un fianco, la gamba superiore viene sistemata ad angolo retto per stabilizzare la posizione, e la testa viene inclinata leggermente verso il basso per permettere ai liquidi di defluire dalla bocca. Chi soccorre chiama o fa chiamare i soccorsi, poi sorveglia il respiro fino al loro arrivo, pronto a passare alla rianimazione se questo si arresta. Questa sorveglianza non si interrompe mai finché il personale sanitario non prende in carico la vittima, perché le condizioni di una persona incosciente possono cambiare rapidamente.

Perché la posizione laterale non è adatta all'arresto cardiaco
Mettere in posizione laterale di sicurezza una vittima in arresto cardiaco equivale a immobilizzare un cuore che non batte più senza fornirgli alcuna circolazione sanguigna. Il cervello, privato di ossigeno, subisce danni che si aggravano a ogni minuto che passa. L'unica risposta efficace è il massaggio cardiaco, avviato senza indugio e affiancato il prima possibile da un defibrillatore automatico esterno (DAE).
Per questo la verifica del respiro ha la priorità su tutto il resto. Una vittima incosciente che non respira normalmente, o il cui respiro si interrompe durante la sorveglianza in posizione laterale, deve essere immediatamente girata sulla schiena per iniziare le compressioni toraciche. Il dubbio non deve mai ritardare questo gesto, un respiro incerto va trattato come un'assenza di respiro.
Il defibrillatore, complemento indispensabile del massaggio cardiaco
Non appena viene riconosciuto un arresto cardiaco, occorre far portare il defibrillatore senza interrompere le compressioni toraciche già in corso. Un DAE guida chi soccorre tramite messaggi vocali, analizza automaticamente il ritmo cardiaco attraverso gli elettrodi e eroga uno shock solo se il cuore ne ha realmente bisogno. Non serve alcuna formazione preventiva per utilizzarlo, l'apparecchio guida ogni fase.
Il massaggio cardiaco riprende immediatamente dopo l'analisi o lo shock, senza una pausa prolungata, e prosegue finché i soccorsi professionali non prendono il sopravvento oppure la vittima mostra segni di ripresa della coscienza. Questa alternanza tra compressioni e analisi del DAE costituisce la sequenza più efficace in attesa dell'arrivo del personale medico.
Errori frequenti di fronte a una vittima incosciente
L'errore più comune consiste nel mettere in posizione laterale di sicurezza una persona che in realtà non respira più normalmente, per timore di sbagliare o per scarsa conoscenza dei respiri agonici. Un altro errore frequente è interrompere il massaggio cardiaco troppo a lungo per andare a prendere personalmente il defibrillatore, quando è meglio mandare un secondo soccorritore a recuperarlo mentre le compressioni proseguono.
Alcuni soccorritori esitano anche a usare il defibrillatore, per timore di sbagliare o di aggravare le condizioni della vittima. Eppure l'apparecchio analizza il ritmo cardiaco prima di ogni scarica ed eroga uno shock solo se effettivamente necessario. Aspettare una conferma o un permesso prima di utilizzarlo fa perdere tempo prezioso, mentre ogni minuto conta per le probabilità di sopravvivenza.
Domande frequenti
Come si capisce se una persona respira normalmente?
Inclinando delicatamente la testa all'indietro per aprire le vie aeree, poi osservando il movimento del torace e ascoltando il respiro per un massimo di dieci secondi. Un movimento regolare con un soffio udibile indica un respiro normale. Respiri affannosi e distanziati, o un respiro rumoroso e a scatti, non lo sono e segnalano spesso un probabile arresto cardiaco.
Bisogna proseguire il massaggio cardiaco dopo uno shock del defibrillatore?
Sì. Il defibrillatore non ripristina da solo una circolazione efficace, in alcuni casi ripristina soltanto un ritmo cardiaco compatibile con la vita. Il massaggio cardiaco riprende subito dopo lo shock, o dopo l'analisi se non viene indicato alcuno shock, e prosegue fino all'arrivo dei soccorsi o alla comparsa di segni di ripresa della coscienza.
Una persona senza formazione può usare un defibrillatore?
Sì, un defibrillatore automatico esterno (DAE) è progettato per essere usato senza formazione preventiva. L'apparecchio guida ogni fase tramite messaggi vocali, dal posizionamento degli elettrodi fino allo shock se necessario, e analizza da solo il ritmo cardiaco. Una sensibilizzazione di base al primo soccorso aiuta comunque ad agire con più sicurezza.
La posizione laterale di sicurezza ritarda l'arrivo dei soccorsi?
No, non ha alcun effetto su questo tempo di attesa, ma non sostituisce mai la chiamata ai soccorsi, che deve avvenire non appena viene constatata l'incoscienza. Il vero rischio si presenta quando la posizione laterale viene applicata per errore a una vittima in arresto cardiaco, ritardando il massaggio cardiaco e l'uso del defibrillatore.
Cosa fare se il respiro si interrompe durante la sorveglianza in posizione laterale?
La vittima deve essere girata immediatamente sulla schiena per iniziare il massaggio cardiaco, senza attendere ulteriori conferme. Occorre poi richiedere un defibrillatore automatico esterno se non è già stato fatto, e usarlo non appena arriva, seguendo i suoi messaggi vocali mentre le compressioni proseguono.
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