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Arresto cardiaco: le false credenze sul defibrillatore

Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 14 agosto 2026.

Un massaggio cardiaco fatto male sarebbe meglio di un defibrillatore usato da un principiante. La scossa elettrica rischierebbe di aggravare le condizioni della vittima. Queste convinzioni circolano da anni e ritardano ancora il gesto che salva la vita. Eppure i defibrillatori semiautomatici esterni sono stati pensati fin dall'origine per essere usati dal primo testimone presente, formato o meno. Ecco cosa dicono la realtà tecnica e i numeri su sei false credenze che continuano a frenare l'intervento del pubblico durante un arresto cardiaco.

Un defibrillatore non si può usare senza formazione medica

È la falsa credenza più diffusa e più pericolosa, perché spinge i testimoni a restare spettatori per paura di sbagliare. Un defibrillatore semiautomatico esterno, DAE (défibrillateur automatisé externe in francese), guida a voce ogni fase, dallo scarto degli elettrodi fino al momento in cui bisogna allontanarsi per la scossa. Non serve alcuna conoscenza medica per attivarlo, è l'apparecchio a gestire la sequenza.

In Francia un defibrillatore semiautomatico esterno può essere usato da chiunque, formato o meno al primo soccorso, su una persona in arresto cardiaco. Le formazioni servono a guadagnare sicurezza, rapidità e fiducia nel massaggio cardiaco che lo accompagna, non perché siano un requisito obbligatorio per usare l'apparecchio.

L'apparecchio potrebbe erogare una scossa per errore e aggravare le condizioni della vittima

Un defibrillatore semiautomatico esterno analizza in continuo il ritmo cardiaco della vittima prima di proporre qualsiasi cosa. Se quel ritmo non viene riconosciuto come defibrillabile, l'apparecchio non eroga alcuna scossa, qualunque cosa faccia l'utilizzatore con il pulsante previsto a questo scopo. Il rischio di una scossa inutile o pericolosa su una persona cosciente o con un battito cardiaco normale è quindi praticamente escluso dalla progettazione stessa dell'apparecchio.

Questa analisi automatica distingue i defibrillatori per il grande pubblico dalle apparecchiature manuali usate in rianimazione, che richiedono una lettura esperta del tracciato cardiaco da parte di un professionista. Il DAE resta un alleato per il soccorritore occasionale, mai un rischio aggiuntivo per la persona che sta cercando di aiutare.

Il defibrillatore fa ripartire un cuore fermo

L'espressione ha senso nel linguaggio comune, ma descrive male ciò che accade realmente durante l'intervento. Durante un arresto cardiaco, il cuore non si ferma sempre del tutto, può fibrillare, cioè contrarsi in modo caotico e del tutto inefficace per la circolazione del sangue. La scossa elettrica interrompe questa attività caotica per dare al cuore la possibilità di ritrovare da solo un ritmo normale.

Se il cuore non presenta più alcuna attività elettrica, nessuna scossa può farlo ripartire artificialmente. Per questo la rianimazione cardiopolmonare, massaggio e insufflazioni, resta indispensabile prima, durante e dopo l'uso del defibrillatore, per mantenere una circolazione minima verso il cervello della vittima.

L'arresto cardiaco colpisce soprattutto le persone anziane o già cardiopatiche

Ogni anno in Francia si verificano circa 50.000 arresti cardiaci, e una parte non trascurabile riguarda persone giovani, sportive, senza precedenti noti a chi le circonda. Uno stadio, un ufficio, un'aula scolastica o un negozio possono essere coinvolti tanto quanto una struttura sanitaria, senza che nulla lo lasciasse presagire.

Proprio per questo la normativa impone ormai un defibrillatore in una vasta gamma di strutture aperte al pubblico, dai municipi alle associazioni sportive, passando per scuole, negozi e hotel, indipendentemente dal profilo abituale delle persone che le frequentano.

È meglio aspettare i soccorsi prima di intervenire

Ogni minuto che passa senza defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza di circa il 10 per cento. I soccorsi professionali, anche se rapidi, impiegano quasi sempre più tempo ad arrivare rispetto alla finestra durante la quale un testimone può agire sul posto. Aspettare significa lasciar scorrere i minuti più decisivi per la sopravvivenza della vittima, quelli in cui il cervello è ancora meglio protetto.

Massaggiare, chiamare i soccorsi e usare un defibrillatore nelle vicinanze sono gesti complementari, mai sostitutivi dei soccorsi professionali. Il testimone che agisce non sostituisce nessuno, guadagna semplicemente il tempo che mancherà alle squadre mediche per arrivare e prendere in carico la vittima in buone condizioni.

Trovare un defibrillatore nelle vicinanze è complicato in un'emergenza

Questo timore è sempre meno fondato man mano che la normativa si diffonde. Ogni defibrillatore installato in una struttura aperta al pubblico deve essere dichiarato in Géo'DAE, la banca dati nazionale francese che ne registra la posizione e permette ai soccorsi, e talvolta al pubblico, di localizzare l'apparecchio più vicino in caso di emergenza.

La segnaletica, disciplinata dal decreto ministeriale francese (arrêté) del 29 novembre 2018, impone un'affissione visibile lungo i percorsi abituali, con cartelli dedicati e frecce che guidano fino all'apparecchio. Un defibrillatore correttamente dichiarato e segnalato si individua in pochi secondi, anche da chi scopre i locali per la prima volta.

Domande frequenti

Un defibrillatore può erogare una scossa a una persona cosciente per errore?

No. L'apparecchio analizza il ritmo cardiaco prima di ogni altra cosa e propone una scossa solo se rileva un ritmo realmente defibrillabile. Su una persona cosciente o con un battito cardiaco normale non viene erogata alcuna scossa, anche se l'utilizzatore preme il pulsante previsto a questo scopo. Questa sicurezza integrata è ciò che consente un uso sicuro da parte del grande pubblico.

Serve una formazione per usare un defibrillatore semiautomatico esterno?

No, la formazione non è un requisito. L'apparecchio guida a voce ogni fase, dal posizionamento degli elettrodi al momento in cui bisogna allontanarsi per la scossa. Una formazione al primo soccorso aiuta a guadagnare sicurezza e rapidità, in particolare per il massaggio cardiaco che lo accompagna, ma non è affatto una condizione per attivare l'apparecchio in un'emergenza.

Un defibrillatore può far ripartire un cuore completamente fermo?

No, non in tutti i casi. La scossa elettrica agisce su un cuore che fibrilla, cioè che si contrae in modo caotico, interrompendo questa attività per dargli la possibilità di ritrovare un ritmo efficace. Se il cuore non presenta più alcuna attività elettrica, il massaggio cardiaco resta l'unico gesto in grado di mantenere la circolazione verso il cervello in attesa dei soccorsi.

Quanto tempo c'è prima che le probabilità di sopravvivenza calino fortemente?

Ogni minuto conta davvero. Le probabilità di sopravvivenza diminuiscono di circa il 10 per cento per ogni minuto trascorso senza defibrillazione. Poiché i soccorsi impiegano quasi sempre diversi minuti ad arrivare, l'intervento del testimone presente sul posto, massaggio seguito dal defibrillatore, resta il fattore che pesa di più sull'esito per la vittima.

Come si fa a sapere dove si trova il defibrillatore più vicino?

I defibrillatori installati nelle strutture aperte al pubblico devono essere dichiarati in Géo'DAE, la banca dati nazionale francese, e segnalati con cartelli visibili conformi al decreto ministeriale francese del 29 novembre 2018. Delle frecce guidano generalmente il percorso fino all'apparecchio, permettendo di individuarlo rapidamente anche senza conoscere i locali in anticipo.

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