Defibrillatore in stadi e impianti sportivi: obblighi e buone pratiche
Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 19 settembre 2026.

Uno stadio riunisce in un unico luogo atleti in piena attività fisica e, a volte, migliaia di spettatori. Questa concentrazione aumenta il rischio che un arresto cardiaco avvenga lontano dai soccorsi, in un'area così estesa che ogni minuto conta. La normativa francese impone ormai un defibrillatore nella maggior parte degli impianti sportivi aperti al pubblico. Resta da capire quanti apparecchi installare, dove posizionarli e chi deve occuparsi della loro manutenzione durante tutta la stagione.
Uno stadio, un luogo con un rischio cardiaco particolare
In uno stadio il rischio cardiaco riguarda due gruppi distinti. Gli atleti professionisti o dilettanti possono subire un arresto cardiaco durante lo sforzo, spesso senza segnali premonitori. Anche gli spettatori, più numerosi e a volte più anziani, restano esposti, in particolare durante incontri ad alta carica emotiva. Ogni minuto senza defibrillazione riduce le possibilità di sopravvivenza di circa il 10%, un dato che assume tutto il suo peso in un impianto dove la distanza tra il campo e le tribune alte può superare i cento metri.
La distanza dai soccorsi aggrava questa realtà. Uno stadio si trova raramente in centro città, e l'accesso delle ambulanze può essere rallentato da cancelli, controlli di sicurezza o affluenza nei giorni di partita. Un defibrillatore raggiungibile in meno di tre minuti da qualsiasi punto dell'impianto diventa un anello decisivo della catena della sopravvivenza, ben prima dell'arrivo dei soccorsi professionali.
Quali obblighi normativi valgono per uno stadio
La legge francese 2018-527 e il relativo decreto attuativo 2018-1186 (loi 2018-527, décret 2018-1186) impongono un defibrillatore negli stabilimenti aperti al pubblico, i cosiddetti ERP (établissements recevant du public, locali aperti al pubblico), in base alla loro categoria. I grandi stadi, classificati in categoria 1, 2 o 3 secondo la capienza, devono essere dotati di defibrillatore dal 1° gennaio 2020. Gli impianti più piccoli, di categoria 4, dal 2021, e alcuni impianti di categoria 5 dal 2022.
Questa classificazione si applica sia agli stadi comunali sia ai campi gestiti da un'associazione sportiva. Indipendentemente dallo status del club che li utilizza, l'obbligo di dotazione ricade sul gestore dell'impianto, ossia il comune o l'ente proprietario delle strutture, che deve verificare la presenza dell'apparecchio prima dell'apertura al pubblico.

Quanti defibrillatori installare e dove
Un solo defibrillatore generalmente non basta a coprire uno stadio nel suo insieme. Il numero di apparecchi dipende dalla superficie dell'impianto, dal numero di accessi e dalla distribuzione del pubblico tra tribune, campo e aree annesse. Un criterio utile consiste nel puntare a un accesso inferiore a tre minuti da ogni zona frequentata, il che richiede spesso più apparecchi invece di un solo punto centrale, soprattutto quando lo stadio ha tribune contrapposte o livelli separati.
| Zona dello stadio | Raccomandazione |
|---|---|
| Ingresso principale e accoglienza | Un DAE (defibrillatore automatico esterno) visibile già all'arrivo del pubblico |
| Tribune | Un apparecchio per tribuna se la capienza è importante |
| Campo e area di gioco | Un DAE accessibile a bordo campo per gli atleti |
| Spogliatoi e area tecnica | Un apparecchio dedicato, fuori dalla vista del pubblico |
| Sede sociale o area bar | Un DAE se l'area resta aperta dopo le partite |
Dichiarare e segnalare ogni apparecchio
Ogni defibrillatore installato deve essere dichiarato nella banca dati GéoDAE (il registro nazionale francese dei defibrillatori), con l'ubicazione precisa e i recapiti di contatto. Questa dichiarazione permette ai soccorsi di localizzare l'apparecchio più vicino in caso di chiamata, un aspetto particolarmente importante in un sito esteso come uno stadio.
La segnaletica segue l'ordinanza francese (arrêté du 29 novembre 2018): il cartello normalizzato deve essere visibile dai percorsi di circolazione del pubblico. Con più ingressi e più tribune, uno stadio richiede in genere più cartelli rispetto a un negozio comune, affinché nessuna zona del sito resti priva di un riferimento visivo verso l'apparecchio più vicino.
Formare volontari e personale del club
Una società sportiva si basa in larga parte su volontari: allenatori, arbitri, dirigenti, addetti alla sicurezza nei giorni di partita. Formare questo personale ai gesti che salvano e all'uso del defibrillatore cambia concretamente l'esito di un incidente, poiché i primi minuti dipendono quasi sempre dalla persona presente sul posto piuttosto che da un professionista sanitario.
Una breve sensibilizzazione basta per imparare a riconoscere un arresto cardiaco, allertare i soccorsi e usare un DAE, che guida l'utilizzatore con istruzioni vocali. Una formazione completa di primo soccorso resta consigliata per almeno alcuni membri stabili del club, da rinnovare periodicamente per mantenere i riflessi aggiornati. Inserire questo promemoria nella riunione di inizio stagione evita che l'argomento venga trattato solo dopo un incidente.
Mantenere un defibrillatore esposto alle intemperie
Un defibrillatore installato all'aperto, vicino a un campo o a una tribuna, subisce maggiormente gli sbalzi di temperatura e l'umidità rispetto a un apparecchio collocato in un atrio. Un armadio esterno adeguato, possibilmente riscaldato, protegge l'apparecchio e i suoi materiali di consumo dalle condizioni climatiche per tutta la stagione.
La manutenzione resta a carico del gestore, in base all'articolo R. 5212-25 del Codice della sanità pubblica francese (article R. 5212-25 du Code de la santé publique). Gli elettrodi si sostituiscono ogni due-cinque anni, la batteria ogni tre-cinque anni, e l'apparecchio in sé dura generalmente otto-dieci anni. Un contratto di noleggio che includa la manutenzione, a partire da 50 euro IVA esclusa al mese, semplifica questo monitoraggio per un club che non sempre dispone di risorse interne per occuparsene.
Domande frequenti
Lo stadio di un club dilettantistico deve avere obbligatoriamente un defibrillatore?
Sì, non appena lo stadio è uno stabilimento aperto al pubblico classificato in categoria da 1 a 4, o anche alcuni stabilimenti di categoria 5 dal 2022. Le dimensioni del club non contano, solo la capienza dell'impianto determina l'obbligo. Il gestore, spesso il comune proprietario del terreno, deve verificare questa classificazione e dotare l'impianto di conseguenza.
Chi paga e mantiene il defibrillatore di uno stadio comunale?
L'obbligo ricade sul gestore dell'impianto, generalmente il comune proprietario delle strutture, anche se una società sportiva utilizza il terreno quotidianamente. Una convenzione d'uso può ripartire i compiti tra il comune e il club, ma la responsabilità legale della manutenzione resta legata al gestore indicato nei documenti amministrativi dell'impianto.
Serve un defibrillatore separato negli spogliatoi?
Non è un obbligo distinto, ma è una buona pratica. Un arresto cardiaco può verificarsi subito dopo lo sforzo, quando l'atleta rientra negli spogliatoi, una zona spesso lontana dal campo e chiusa al pubblico. Un apparecchio dedicato vicino agli spogliatoi riduce i tempi di intervento in quel preciso momento.
Il defibrillatore di uno stadio deve essere controllato prima di ogni partita?
Un DAE moderno esegue un autotest automatico e segnala qualsiasi anomalia con una spia o un segnale acustico. Basta controllare questa spia prima dell'apertura dei cancelli, senza smontare l'apparecchio. Questo controllo rapido si aggiunge alla verifica periodica dei materiali di consumo prevista dal contratto di manutenzione.
Un impianto sportivo all'aperto può installare un defibrillatore all'esterno?
Sì, a condizione di usare un armadio esterno progettato per resistere alle intemperie, alla polvere e agli sbalzi di temperatura. Alcuni modelli offrono un'opzione riscaldata, utile in inverno, che protegge la batteria e gli elettrodi dal freddo e prolunga la durata di vita indicata dal produttore.
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