Defibrillatore in magazzini e siti logistici
Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 15 settembre 2026.

Magazzini e piattaforme logistiche riuniscono diversi fattori di rischio per la salute cardiaca: sforzo fisico ripetuto, mezzi di movimentazione, lavoro a turni e grandi distanze tra le postazioni e il soccorso. A differenza di un negozio o di un ufficio aperto al pubblico, un magazzino di norma non è un locale aperto al pubblico (ERP secondo la normativa francese), il che esclude l'obbligo legale di installare un defibrillatore automatico esterno (DAE). L'assenza di questo obbligo non esonera però il gestore dall'organizzare una risposta rapida in caso di arresto cardiaco improvviso.
Un magazzino non è un locale aperto al pubblico, ma resta un sito a rischio
La legge francese del 21 dicembre 2018 e il relativo decreto attuativo impongono un defibrillatore nei locali aperti al pubblico (ERP), per le categorie da 1 a 3 dal 1 gennaio 2020 e per alcuni locali di categoria 5 dal 2022. Un magazzino chiuso al pubblico, utilizzato solo da personale e trasportatori, in genere non rientra in questa classificazione e non è quindi soggetto all'obbligo stretto di registrazione in Géo'DAE, il registro francese dei defibrillatori, che riguarda i locali pubblici dotati dell'apparecchio.
L'assenza di questo obbligo non va confusa con un'assenza di rischio. Un sito di diverse migliaia di metri quadrati, talvolta distribuito su più edifici, allontana meccanicamente il soccorso dalla postazione in cui si verifica il malore. Ogni minuto senza defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza di circa il 10 per cento. Dotare il sito resta quindi una scelta di prevenzione, anche senza obbligo di legge.
Fattori di rischio propri della logistica
Il lavoro in magazzino riunisce diversi fattori che aumentano la probabilità di un evento cardiaco: sollevamento di carichi, ritmo di preparazione degli ordini, circolazione costante di carrelli elevatori e transpallet, variazioni di temperatura tra le zone a temperatura ambiente e le celle frigorifere. I turni tipici della logistica, su due o tre rotazioni, aggiungono un'esposizione notturna con meno personale presente.
L'isolamento di alcune postazioni, come le banchine di carico o le zone di stoccaggio in quota, ritarda inoltre il riconoscimento di un malore. Un lavoratore solo in un corridoio tra le scaffalature può restare inosservato per diversi minuti, il che rafforza l'utilità di una rete di punti di soccorso visibili da più zone del sito.

Quale defibrillatore per quale configurazione del sito
La scelta dell'apparecchio dipende meno dall'attività che dalla geometria del sito. Un magazzino a edificio unico e dimensioni modeste può bastare con un armadio a parete centrale, vicino alle zone di passaggio. Una piattaforma con più banchine o distribuita su più capannoni richiede più punti, posizionati in modo che nessuna postazione si trovi a più di tre minuti a piedi da un apparecchio.
| Configurazione del sito | Raccomandazione |
|---|---|
| Magazzino a edificio unico, sotto i 3.000 m² | Un DAE (defibrillatore automatico esterno) in armadio interno, vicino alla reception o al posto di sicurezza |
| Piattaforma con più banchine o più capannoni | Un apparecchio per edificio o per zona oltre i 3.000 m², segnalato dai corridoi principali |
| Attività continua (due o tre turni) | Un apparecchio accessibile in ogni momento, anche di notte, con reperibilità formata |
| Zona esterna di banchine e stoccaggio | Armadio esterno riscaldato, resistente alle intemperie e alle variazioni di temperatura |
Dove installarlo perché serva in meno di cinque minuti
L'apparecchio deve restare visibile e accessibile senza codice né chiave, come ogni defibrillatore. In un magazzino, i punti strategici sono il posto di sicurezza o la reception, le zone pausa dove si riunisce il personale, i dintorni delle banchine di carico dove circolano i carrelli, e i corridoi principali che servono l'intera area di stoccaggio. Una segnaletica conforme al decreto francese del 29 novembre 2018 permette di individuare l'apparecchio a decine di metri di distanza, un vantaggio in volumi ampi come quelli di un magazzino.
Formare soccorritori su ogni turno
Un defibrillatore serve solo se qualcuno sa dare l'allarme e iniziare il massaggio cardiaco in attesa del suo arrivo. Formare soccorritori aziendali su ogni turno, comprese le squadre notturne e del fine settimana, garantisce che una persona formata sia sempre nelle vicinanze. L'aggiornamento periodico di questa formazione, unito a esercitazioni di allarme, evita che i gesti vengano dimenticati tra un incidente e l'altro.
La procedura di allarme deve essere affissa vicino a ogni apparecchio e inclusa nell'accoglienza dei nuovi dipendenti e dei lavoratori interinali, molto presenti in questo settore. Una piantina del sito con l'ubicazione dei defibrillatori, condivisa con i servizi di soccorso locali, ne facilita inoltre l'intervento.
Manutenzione: un'attenzione particolare nei magazzini
Un ambiente da magazzino sollecita l'apparecchio più di un ufficio climatizzato: polvere, variazioni di temperatura, vibrazioni dovute al passaggio dei mezzi. Il controllo regolare delle spie di autotest dovrebbe rientrare nella routine del posto di sicurezza, con verifiche visive più frequenti che in un edificio per uffici. La manutenzione resta a carico del gestore, come per ogni DAE.
Gli elettrodi si sostituiscono ogni due o cinque anni e le batterie ogni tre o cinque anni, prima se l'apparecchio è installato in un armadio esterno esposto agli sbalzi termici di una banchina. Un registro di tracciamento, tenuto dal servizio sicurezza o manutenzione del sito, permette di seguire queste scadenze e programmare le sostituzioni prima che serva l'apparecchio in un intervento.
Domande frequenti
Un magazzino è obbligato a installare un defibrillatore?
No, a meno che il sito sia aperto al pubblico e rientri quindi nella normativa sui locali aperti al pubblico (ERP). La maggior parte dei magazzini e delle piattaforme logistiche, riservati a personale e trasportatori, non rientra in questa categoria. Dotarsene resta comunque consigliabile visti i rischi propri dell'attività: sforzo fisico, mezzi di movimentazione, turni e grandi distanze dal soccorso.
Quanti defibrillatori servono a una grande piattaforma logistica?
Non esiste una regola numerica unica per un sito non soggetto alla normativa sui locali pubblici. La prassi vuole che nessuna postazione si trovi a più di tre minuti a piedi da un apparecchio, il che spesso porta a installare un defibrillatore per edificio o per zona oltre i tremila metri quadrati sulle grandi piattaforme.
Bisogna registrare il defibrillatore di un magazzino in Géo'DAE?
La registrazione in Géo'DAE, il registro francese dei defibrillatori, è obbligatoria per i locali aperti al pubblico dotati dell'apparecchio. Un magazzino che non lo è non vi è legalmente tenuto, ma nulla impedisce di registrarlo volontariamente: ciò permette ai soccorritori di localizzarlo durante un intervento, anche fuori dagli orari di apertura al pubblico.
Il freddo delle zone di stoccaggio danneggia il defibrillatore?
Batterie ed elettrodi tollerano male gli sbalzi di temperatura importanti, frequenti vicino alle banchine o alle celle frigorifere. Un armadio esterno riscaldato o una postazione interna temperata ne prolunga la durata, da due a cinque anni per gli elettrodi e da tre a cinque anni per le batterie. Il controllo visivo regolare delle spie di autotest resta il miglior riferimento quotidiano.
Chi forma i lavoratori interinali ai gesti che salvano in un sito logistico?
L'impresa utilizzatrice resta responsabile della sicurezza sul proprio sito, anche per il personale interinale. Una breve sensibilizzazione all'arrivo, unita alla procedura di allarme affissa vicino a ogni defibrillatore, permette a chiunque di reagire anche senza una formazione completa da soccorritore aziendale. I lavoratori interinali presenti più a lungo possono poi seguire una formazione dedicata.
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