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Arresto cardiaco: i gesti salvavita e la catena della sopravvivenza

Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 7 agosto 2026.

Ogni anno in Francia si verificano circa 50 000 arresti cardiaci, per lo più fuori dall'ospedale. In quei primi minuti, a fare la differenza non sono i soccorritori professionisti, ma le persone presenti sul posto. Massaggiare, allertare, usare un DAE (DAE, defibrillatore automatico esterno) quando è disponibile: questi gesti semplici, insegnati in poche ore di formazione, aumentano notevolmente le probabilità di sopravvivenza. Ecco come si articola concretamente la catena della sopravvivenza, minuto dopo minuto.

Riconoscere l'arresto cardiaco in pochi secondi

Una persona colpita da arresto cardiaco crolla improvvisamente, non risponde più e non reagisce né alla voce né al tocco. Il respiro si interrompe o si riduce a gasping, respiri rumorosi e irregolari che non vanno confusi con una respirazione normale. Questo segno inganna ancora molti testimoni, che esitano prima di agire nonostante ogni secondo conti.

Di fronte a questi segni, occorre verificare l'assenza di risposta scuotendo le spalle e parlando ad alta voce, poi osservare il torace per alcuni secondi. Se la persona non si muove e non respira normalmente, la catena della sopravvivenza deve partire senza indugio, senza cercare il polso né attendere una conferma medica.

Allertare i soccorsi senza perdere un minuto

In Francia occorre comporre il 15 o il 112 non appena confermato l'arresto cardiaco, idealmente in vivavoce per avere le mani libere. L'indirizzo preciso, un punto di riferimento visibile e il numero di persone presenti aiutano l'operatore a orientare rapidamente i soccorsi e a guidare il testimone passo dopo passo fino al loro arrivo.

Se sono presenti più persone, una chiama mentre un'altra inizia il massaggio e una terza va a cercare il DAE più vicino, spesso segnalato da un cartello verde e bianco all'ingresso degli edifici. Da soli di fronte alla situazione, si massaggia prima e si allerta in parallelo, senza mai interrompere le compressioni per più di qualche secondo.

Premere forte, premere veloce, senza fermarsi

Il massaggio cardiaco si esegue al centro del torace, con il palmo di una mano appoggiato sullo sterno e l'altra mano sopra, braccia tese. Il ritmo deve essere tra le 100 e le 120 compressioni al minuto, con una profondità di 5 o 6 centimetri, lasciando che il torace risalga completamente tra una compressione e l'altra, per permettere al cuore di riempirsi.

Queste compressioni devono continuare senza interruzione fino all'arrivo del DAE o al subentro dei soccorsi professionali. La stanchezza riduce rapidamente l'efficacia del massaggio: quando sono presenti più testimoni, un cambio ogni due minuti mantiene una pressione costante ed efficace.

Usare il DAE non appena disponibile

Un DAE è pensato per essere usato da chiunque, senza formazione preliminare. Una volta acceso, l'apparecchio guida ogni fase a voce alta: scoprire il torace, applicare gli elettrodi nel punto indicato dagli schemi, poi lasciare che l'apparecchio analizzi il ritmo cardiaco.

L'apparecchio eroga una scarica solo se il ritmo cardiaco lo richiede: non c'è alcun rischio ad applicarlo su una persona il cui cuore batte normalmente. Durante l'analisi e la scarica, nessuno deve toccare la vittima, e non appena l'apparecchio lo consente, il massaggio riprende subito.

I quattro anelli della catena della sopravvivenza

Questi gesti si susseguono secondo una logica precisa, riassunta dai soccorritori in quattro anelli inseparabili. Un anello debole o mancante riduce fortemente le probabilità di sopravvivenza, anche se gli altri vengono eseguiti alla perfezione.

AnelloAzione del testimoneEffetto sulla sopravvivenza
Allerta immediataChiamare il 15 o il 112 ai primi segniAttiva l'arrivo dei soccorsi e guida il testimone
Massaggio cardiaco precoceCompressioni toraciche senza interruzioneMantiene una circolazione minima verso il cervello
Defibrillazione precoceScarica erogata dal DAE se il ritmo lo richiedeOgni minuto senza scarica riduce le probabilità di sopravvivenza di circa il 10 %
Presa in carico medicaSubentro dei soccorsi professionaliStabilizza la vittima per le cure successive

False credenze che ritardano l'intervento

Molti pensano che serva una formazione per toccare un DAE, o temono di sbagliare. L'apparecchio è pensato apposta per un pubblico non medico e rifiuta di erogare una scarica se non è necessaria. Aspettare i soccorsi senza agire, per paura di sbagliare, è il vero rischio.

Un'altra falsa credenza: il massaggio cardiaco rischierebbe di rompere le costole, per cui sarebbe meglio astenersi. Una frattura costale è possibile, ma si guarisce. L'assenza di massaggio, invece, priva il cervello di ossigeno in modo irreversibile in pochi minuti. Massaggiare resta sempre preferibile a non fare nulla.

Formarsi per agire con sicurezza

Una formazione ai gesti salvavita, come una sessione di sensibilizzazione o il SST (l'attestato francese di soccorritore sul lavoro), trasforma queste tappe in riflessi. Poche ore bastano per esercitarsi su un manichino, praticare il massaggio al ritmo giusto e maneggiare un DAE da addestramento, senza la pressione di una situazione reale.

In un'azienda, una scuola o una società sportiva, conviene formare più persone anziché una sola, e rinnovare la formazione ogni due o tre anni per mantenere i gesti precisi. Un luogo in cui più testimoni sanno come reagire aumenta nettamente le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.

Domande frequenti

Quanto tempo ho per agire in caso di arresto cardiaco?

Ogni minuto senza massaggio né defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza di circa il 10 %. Dopo qualche minuto senza intervento, le sequele neurologiche diventano probabili anche se la persona sopravvive. Massaggiare e allertare fin dai primi segni, senza attendere una conferma medica, resta il fattore più determinante.

Si può usare un DAE senza formazione?

Sì. L'apparecchio è pensato per un pubblico non medico e guida ogni fase a voce alta, dal posizionamento degli elettrodi fino alla scarica. Analizza il ritmo cardiaco ed eroga una scarica solo se necessario, il che elimina ogni rischio di errore per un testimone che segue semplicemente le istruzioni vocali.

Bisogna continuare il massaggio se la vittima sembra riprendere conoscenza?

Il massaggio va interrotto solo se la persona respira normalmente, si muove e reagisce, oppure se i soccorsi professionali prendono il posto. Un movimento parziale o il gasping non significano che la circolazione sia stata ripristinata. In caso di dubbio, è meglio continuare le compressioni fino all'arrivo di un professionista.

Dove trovare il DAE più vicino?

La maggior parte degli edifici aperti al pubblico espone un cartello verde e bianco che indica dove si trova il DAE. Gli apparecchi dichiarati in Géo'DAE, il registro nazionale francese dei defibrillatori, compaiono anche nelle app di localizzazione dedicate, permettendo a un testimone o all'operatore del 15 di indirizzare rapidamente verso l'apparecchio più vicino.

Il massaggio cardiaco può aggravare le condizioni della vittima?

Sono possibili fratture delle costole o dello sterno, soprattutto negli anziani, ma guariscono e non mettono in pericolo la vita. Al contrario, l'assenza di massaggio priva il cervello di ossigeno in modo rapido e irreversibile. Il beneficio del massaggio supera di gran lunga questo rischio limitato.

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