04 37 54 55 99
Tutti i consigli

Arresto cardiaco nello sportivo: cause e ruolo del defibrillatore

Redatto da Cyrille GAGNAIRE, France Défibrillateur. Pubblicato il 14 settembre 2026.

Si pensa spesso che l'allenamento regolare protegga gli sportivi dai problemi cardiaci. Eppure l'arresto cardiaco colpisce anche persone in buona forma fisica, a volte proprio durante lo sforzo. Ogni anno si verificano morti improvvise sui campi sportivi in Francia, dalla corsa della domenica alla partita di competizione. Conoscere le cause, riconoscere i segnali premonitori e sapere che un defibrillatore vicino cambia la prognosi resta la migliore protezione per club, palestre e sportivi stessi.

L'allenamento non protegge lo sportivo dall'arresto cardiaco

Si associa spesso l'attività fisica regolare a una buona salute cardiaca, il che è vero in media su una popolazione. Ma un cuore allenato può nascondere un'anomalia silenziosa: cardiomiopatia ipertrofica, anomalia coronarica congenita o disturbo del ritmo non diagnosticato. Negli sportivi sotto i 35 anni, queste cause genetiche o congenite spiegano la maggior parte delle morti improvvise legate allo sport. Dopo i 35 anni, la malattia coronarica diventa la causa più frequente, spesso favorita da uno sforzo intenso in una persona che riprende lo sport dopo una lunga pausa.

Un impatto toracico preciso, ricevuto nel momento sbagliato del ciclo cardiaco, può anch'esso scatenare un grave disturbo del ritmo in un cuore altrimenti sano. Questo fenomeno, raro, colpisce in particolare gli sport con proiettili o contatto come l'hockey, il baseball o le arti marziali. Lo sforzo intenso agisce allora come fattore scatenante più che come causa in sé, il che spiega perché la vigilanza deve restare la stessa su un campo sportivo amatoriale come in qualsiasi altro luogo aperto al pubblico.

Quali segnali osservare durante lo sforzo

Un dolore o un senso di oppressione al torace che compare sotto sforzo, un affanno sproporzionato rispetto all'intensità dell'esercizio, palpitazioni insolite o un malore con breve perdita di coscienza sono segnali da prendere sul serio, anche in un atleta abituato a spingere oltre i propri limiti. Molti sportivi colpiti da arresto cardiaco avevano avvertito sintomi nei giorni o nelle settimane precedenti, senza interpretarli correttamente.

Sul campo, l'arresto cardiaco si manifesta con una perdita di coscienza improvvisa, una caduta senza motivo apparente e un'assenza di reazione. Il respiro può sembrare presente per alcuni istanti sotto forma di gasping, il che a volte ritarda l'allarme. Qualsiasi perdita di coscienza improvvisa durante o dopo uno sforzo deve far scattare la chiamata ai soccorsi e la ricerca di un defibrillatore, senza attendere ulteriori conferme.

Il defibrillatore, anello decisivo della catena di sopravvivenza sportiva

Su un campo sportivo, i soccorsi impiegano spesso diversi minuti per arrivare, ancora di più in una palestra decentrata o in un sito all'aperto di difficile accesso. Ogni minuto senza defibrillazione riduce però le probabilità di sopravvivenza di circa il 10%. Il massaggio cardiaco ininterrotto mantiene una circolazione minima, ma solo la scarica elettrica erogata da un defibrillatore può ripristinare un ritmo cardiaco efficace quando il cuore fibrilla.

Un DAE (defibrillatore automatico esterno) utilizzabile da chiunque sia presente, senza formazione medica, guida l'utilizzatore a voce e analizza da solo il ritmo cardiaco prima di proporre una scarica se necessario. La sua presenza immediatamente accanto al campo, e non in un locale chiuso all'altro capo del centro sportivo, condiziona direttamente i tempi di intervento e quindi le probabilità di sopravvivenza dello sportivo.

Dotare club, palestre e campi sportivi

Gli impianti sportivi che rientrano nelle categorie di ERP (strutture aperte al pubblico) soggette all'obbligo di dotazione devono disporre di un defibrillatore registrato in Géo'DAE, il registro nazionale francese, e segnalato secondo il decreto del 29 novembre 2018. Al di là dell'obbligo normativo, la configurazione del sito orienta la scelta del materiale: un armadio esterno per un campo all'aperto, un armadio interno a parete per una palestra, ed elettrodi pediatrici disponibili se sul posto si allenano dei bambini.

La scelta dipende anche dall'esposizione alle intemperie e dall'affluenza del club, che determinano la robustezza e l'accessibilità richieste all'apparecchio.

Luogo di praticaDotazione consigliata
Campo esterno (calcio, rugby, atletica)Armadio esterno resistente alle intemperie, elettrodi adulto e pediatrici
Palestra o sala copertaArmadio interno a parete vicino agli spogliatoi e al campo
Piscina collegata al clubPosizione riparata dagli spruzzi d'acqua, segnaletica visibile dalle vasche
Club con sezione giovanileSet di elettrodi pediatrici disponibile oltre a quelli per adulti

Formare gli istruttori e sensibilizzare gli sportivi

Un defibrillatore ben posizionato non basta se nelle vicinanze nessuno è in grado di riconoscere l'arresto cardiaco, chiamare i soccorsi e iniziare il massaggio cardiaco in attesa dell'apparecchio. Formare allenatori, arbitri e alcuni volontari ai gesti che salvano, oltre alla sola formazione di primo soccorso già seguita da alcuni dipendenti, riduce il tempo tra il collasso dello sportivo e il primo massaggio.

Una sensibilizzazione breve, ripetuta ogni stagione invece che organizzata una sola volta, mantiene i riflessi più efficacemente di una formazione iniziale isolata e mai rinnovata. Permette anche di aggiornare i nuovi istruttori e volontari che si uniscono al club ogni anno.

Domande frequenti

Un giovane sportivo senza precedenti può avere un arresto cardiaco?

Sì. Negli sportivi sotto i 35 anni, la maggior parte delle morti improvvise legate allo sport ha un'origine genetica o congenita mai diagnosticata, come una cardiomiopatia o un'anomalia delle arterie coronarie. L'assenza di precedenti familiari noti non elimina questo rischio, da cui l'interesse di un defibrillatore accessibile in ogni luogo di pratica, comprese le competizioni giovanili.

Il certificato medico di idoneità basta a escludere il rischio?

Permette di individuare alcune anomalie tramite l'anamnesi, l'esame clinico e talvolta un elettrocardiogramma, ma non rileva tutte le possibili cause di arresto cardiaco. Resta uno strumento di prevenzione utile, complementare alla presenza di un defibrillatore sul luogo di pratica, più che una garanzia assoluta.

Serve un defibrillatore diverso per un campo esterno?

L'apparecchio in sé non deve essere diverso, ma l'esposizione alle intemperie richiede un armadio esterno adeguato che protegga batteria ed elettrodi dal freddo e dall'umidità. Un apparecchio installato all'interno può usare un armadio a parete più semplice.

Chi deve intervenire per primo in caso di malore durante una partita?

Chiunque sia presente può e deve intervenire: chiamare i soccorsi, iniziare il massaggio cardiaco e chiedere il defibrillatore più vicino. Non è richiesta alcuna qualifica medica per usare un DAE, poiché l'apparecchio guida l'utilizzatore a voce durante tutto l'intervento.

La ripresa dello sport dopo un evento cardiaco richiede un follow up particolare?

Un parere cardiologico è necessario prima di riprendere lo sport dopo un evento cardiaco, con esami adeguati alla situazione dello sportivo. Il club o la struttura ospitante deve anche verificare che la ripresa avvenga in un ambiente dotato di un defibrillatore accessibile e ben segnalato.

Avete un progetto di attrezzatura?

Acquisto, noleggio da 50 EUR IVA esclusa al mese, installazione con dichiarazione GéoDAE, manutenzione e formazione: il nostro team risponde entro 24 ore.

Da leggere anche